martedì 26 maggio 2015

Considerazioni pre-estive

Ho 22 anni, ad agosto ne avrò 23. Però mi sento come se stessi vivendo quasi una seconda adolescenza... ci sono giorni in cui il mondo esterno (non il mondo in sé, più che altro la gente) mi fa schifo, non voglio averci nessun contatto e l'unica cosa che mi fa stare bene è chiudermi in casa a stordirmi di musica, sullo stile di come facevo qualche anno fa per l'appunto (ma ho mai smesso di farlo? ;D).
Ciò non vale per le persone che apprezzo, ma il resto veramente mi infastidisce.
Il tizio che taglia l'erba, la mamma che urla ai bambini di tornare in casa... che palle che siete!



I was spending my time in the doldrums
I was caught in a cauldron of hate
I felt persecuted and paralysed
I thought that everything else would just wait

While you are wasting your time on your enemies
Engulfed in a fever of spite
Beyond your tunnel vision reality fades

Like shadows into the night

To martyr yourself to caution
Is not going to help at all

'Cause there'll be no safety in numbers
When the right one walks out of the door

Can you see your days blighted by darkness?
Is it true you beat your fists on the floor?
Stuck in a world of isolation
While the ivy grows over the door

So I open my door to my enemies
And I ask could we wipe the slate clean
But they tell me to please go fuck myself
You know you just can't win.

mercoledì 29 aprile 2015

La solitudine non va bene per le donne

Prossimamente cancellerò il mio vecchio blog, ma c'è un mio post che mi è piaciuto molto, che giudico ben riuscito e al quale sono molto affezionata, perciò lo riporto qua sotto:

Leggevo questo intervento: http://learrabbiate.blogspot.it/2012/09/la-tirannia-della-bellezza-attraverso.html e mi sono soffermata a riflettere su questa parte:
Allo stesso modo,se ci è stato insegnato che la solitudine è “cattiva” e deve essere ” evitata ad ogni costo” ci fanno credere che siamo esseri incompleti che vagano nella vita alla ricerca della “dolce metà”, questo essere che ci completa e ci riempie il vuoto identitario che ci hanno creato ed imposto. C’è un desiderio ed un anelito di uscire dal nostro “isolamento” attraverso l’incontro con un altro essere umano, una necessità -creata – di condividere il resto della nostra vita con lui/lei. Ci hanno genericamente formato come donne, dipendenti dagli altri e si è stigmatizzata  terribilmente la solitudine riempiendola di aspetti e valutazioni di carattere negativo. Questo è facilmente visibile in frasi di uso quotidiano come “Hai bisogno di compagnia?”,
“Che cosa c’è che non va?, Sei triste?” ” vuoi restare sola, povera te se ti passa” o frasi come: “Quando siamo soli, siamo sempre in cattiva compagnia”, “la solitudine è triste e fredda”, ” la solitudine appare quando hai bisogno di qualcuno nei momenti peggiori ed i peggiori momenti sono quando sei sola “, ecc.
Come si  può notare, c’è questa stigmatizzazione della solitudine, concepita come una sorta di vuoto tortuoso, “ciò che resta ” quando qualcosa o qualcuno ” non c’è”.

Oltre ad essere una persona riservata, sono sempre stata una persona che seleziona le persone con cui passare il proprio tempo. Non mi piace stare in compagnia di persone che non mi interessano, non mi piace affollarmi di gente a caso tanto per non stare sola. Questo vale soprattutto per le relazioni amorose, che ho sempre avuto con il contagocce.
Questo mio modo di essere ha sempre suscitato reazioni di biasimo in molte persone, che subito si dimostrano preoccupate e stupite (negativamente) nei miei confronti, chiedendomi come mai io sia singola, il tutto con una certa dose di disprezzo celato (che comunque io percepisco).
Inoltre ho anche un’altra caratteristica che mi porta ad essere ancora più esecrabile agli occhi di queste persone: sono una donna! Una fimmina! E una femmina per la mentalità comune si giudica soprattutto come essere che sta in relazione (la mamma, la fidanzata, la nonna, la moglie) e dal grado delle cure che elargisce, non tanto come persona in sé.
Forse è stato colpevole il fatto che io sia figlia unica, ma fin da piccola ho sempre avuto una certa indipendenza nel compiere azioni, ovvero se voglio fare qualcosa la faccio pure da sola, non ho necessariamente bisogno dell’accompagnamento.
Ci sono delle relazioni che nutrono, fanno bene e fanno crescere, mentre l’imperante mania dell’uscire sempre e non stare mai soli non è altro che una perdita di tempo, svuota la condivisione del suo vero significato. Io poi non mi sento sola quando sono sola, mi sento sola quando sono in mezzo a persone con le quali non ho da dirmi un cazzo. Mi piace stare con le persone che mi piacciono, allo stesso modo in cui mi piace stare con me stessa. Vale anche per il sesso e la masturbazione.
Perché secondo l’opinione comune essere singoli è terrificante? E perché la solitudine in generale, intesa anche come passare del tempo con se stessi, è così demonizzata?
Forse perché spesso e volentieri ci porta a riflettere e a crescere?
E le persone che riflettono non vanno troppo di moda, perché meno omologate, controllabili e quindi più scomode?
Parlando per esperienza personale, le migliori scelte della mia vita le ho fatte in momenti di solitaria riflessione. Molto probabilmente, se mi fossi affollata di serate in mezzo a gente a caso, mi sarei distratta e avrei perso di vista i miei obiettivi e le mie voci interiori. Le avrei posticipate e quasi sicuramente ignorate.
E per quanto riguarda l’essere singoli, non significa essere tristi e incompleti. Inoltre, anche volendolo, avere una relazione non è mica così semplice e scontato. Poi se voi vi mettete insieme solo scambiandovi sguardi dalla finestra, come facevano un tempo le persone, allora è un altro discorso.
Concludendo, al prossimo che vi chiede: “Perché sei sola? Sei triste?” considererei come risposta: “Non sono io che sono triste, sei te che sei stronzo” cit.

Spostamento blog

Alla fine da Wordpress sono tornata su Blogspot!
Mi sembrava così figo Wordpress, mentre invece mi manca il vecchio Blogspot...non so perché, ma mi dà la sensazione di essere una piattaforma più intima ed accogliente.
Il link è inleaguewithseitanz perché inleaguewithseitan già esisteva! Sono rimasta abbastanza stupita, ma alla fine non è che la mia fosse un' idea così profondamente geniale ed unica.
Il blog in questione è codesto: http://inleaguewithseitan.blogspot.it/ ed è inutilizzato da anni.